2 anni fa

Alla Ricerca dell’Ombra (da bere) a Venezia

A Venezia, in agosto, il caldo, l’afa e i turisti non mancano. Muniti di pazienza e scarpe comode, si può però passare una piacevole giornata tra freschi giardini, musei e tipici bacari, magari al tramonto.

Iniziare la giornata con una corsa all’alba, a Venezia, è un’esperienza da provare: poche persone in giro nelle strette calli e il rumore del mare in sottofondo. La zona migliore per mettersi alla prova è quella dei Giardini Napoleonici e dell’Isola di Sant’Elena, separata da Venezia solo da uno stretto canale. La vista delle vetrate della Serra dei Giardini ci indica che siamo sulla via giusta. Il circuito perfetto per fare jogging si estende sul percorso che circonda l’isolotto, all’ombra dei pini marittimi da dove si gode una vista singolare del Bacino San Marco.

Lo sport, si sa, fa venir fame: quale miglior posto se non Tonolo per far colazione? Pasticceria d’eccellenza nel sestriere di Dorsoduro, ad accoglierci c’è una vetrina piena di pasticcini di ogni tipo. Facciamoci corrompere (con la corsa abbiamo appena consumato diverse calorie, no?) da un caffè e un krapfen o un croissant.

Rigenerati e a pancia piena, andiamo alla ricerca di un po’ di aria fresca nel palazzo più importante di Venezia. Tra le magnifiche sale di Palazzo Ducale in Piazza San Marco ci si può perdere per ore ma la mostra “Venezia, gli ebrei e l’Europa. 1516-2016” allestita negli Appartamenti del Doge merita una visita. Organizzata in occasione del cinquecentenario dell’istituzione del Ghetto di Venezia, l’esposizione è arricchita anche da apparati multimediali e innovative e suggestive tecnologie. Dopo aver visto la mostra, vedere dal vivo i luoghi che descrive è d’obbligo! Camminando verso la zona del Ghetto, a Cannareggio, passiamo per Rialto: il famoso ponte è uno dei quattro che oltrepassa il Canal Grande e dopo aver attraversato un porticato, sbuchiamo al Mercato di Rialto. Bancarelle di frutta, verdura e soprattutto pesce fresco si alternano sul Canal Grande, in sottofondo voci di venditori e acquirenti che parlano in veneziano stretto si accompagnano ai rumori dei vaporetti. A poca distanza c’è il bacaro più antico di Venezia, Cantina Do Mori, che conserva l’atmosfera di un tempo grazie alle tantissime damigiane e al soffitto tappezzato di paioli di rame. Facciamoci consigliare un vino e gustiamoci una pausa con un’òmbra nella mano destra e un cicheto a base di carne o di pesce nella sinistra.

Ma rimettiamoci in marcia! Nelle calli, a quest’ora invase dai turisti, pensiamo positivo: almeno non picchia il sole! Arrivati finalmente al Ghetto, il più antico d’Europa, entriamo nel Ghetto Novo. E’ facilmente riconoscibile per la sua forma, con i palazzi più alti di Venezia (sino a 8 piani) che chiudono il campo. Una piccola porta, in uno di questi palazzi, ci porta all’Ikona Gallery, dov’è ospitata la mostra Peggy Guggenheim in Photographs. Peggy visse per ben trent’anni nella sua casa sul Canal Grande, Palazzo Venier dei Leoni, oggi sede del Peggy Guggenheim Collection dove trova posto la sua preziosa collezione di arte contemporanea. Ma nel campo ha anche sede il Museo Ebraico che non è solo un tipico spazio espositivo ma, concepito come museo diffuso, vuole essere un complesso urbanistico architettonico e museale. Nel ghetto ci sono ben cinque sinagoghe e l’unico modo per riconoscerle dall’esterno sono le cinque finestre ravvicinate nella facciata dei palazzi. Se dall’esterno sono totalmente anonime, all’interno sono ricche di pezzi d’arte e cultura.

Il sole sta finalmente calando, e dopo esserci persi tra le stradine del ghetto seguendo i profumi dei ristoranti kosher e dei panifici ebraici come il Panificio Volpe, una pausa sulla panchina sotto il grande albero nel bel mezzo del campo non guasta. Ma poco più in là, sulla Fondamenta della Misericordia c’è il Paradiso Perduto, altra vera istituzione di Venezia, dove seduti a terra lungo il canale, si può cenare al tramonto con un cicchetto al baccalà e una, sempre presente, ombra di vino. Però la giornata non è terminata: il Museo Correr, in piazza San Marco, dal venerdì alla domenica, è aperto fino alle 23. Visitare il museo al chiaro di luna, ammirare la piazza illuminata dall’alto e il bacino San Marco dalle Stanze di Sissi è sicuramente il modo migliore per concludere questa intesa giornata!

Scritto da Federica Battaglia

Federica, 31 anni. Triestina di nascita, veneziana di cuore. Laureata in Gestione dei beni ed eventi culturali e appassionata di museologia. Dopo anni passati a girovagare felicemente tra Londra, New York, Milano e Venezia, sono ritornata a vivere in quella città dalla scontrosa grazia che è Trieste. Qui ho trovato ad aspettarmi il gruppo Fai Giovani del Friuli Venezia Giulia prima e Artplace poi. Vorrei poter far scoprire a tutti le bellezze artistiche e naturali che ci circondano: ci sto lavorando!