5 anni fa

Artplace Museum e Scala Contarini del Bovolo: matrimonio digitale in laguna!

“Smettiamola di considerare questo nostro patrimonio culturale solo come la memoria di un grande passato che non c’è più!” Parole nette di Sebastiano Maffettone nella chiosa, pubblicata sulle prestigiose pagine del Domenicale del Sole 24 Ore, a “Patrimonio al futuro: un Manifesto per i beni culturali e il passaggio” (Mondadori Electa), ultima fatica saggistica di Giuliano Volpe, uno dei responsabili, fra le altre cose, del Progetto Cultura promosso dal Ministro Franceschini.

“È infatti molto altro, perché può essere la base per un futuro migliore dell’Italia dal punto di vista del turismo. delle attività economiche e finanche della rinascita del senso civico nazionale” prosegue Maffettone, convinto che “arte e cultura siano un valore intrinseco e non commerciale. Il che vuol dire semplicemente che nessuno scriverebbe la Commedia per promuovere il turismo in Toscana. Ciò non significa che il patrimonio artistico e culturale non abbia valore economico.”

In assoluta sintonia con questo pensiero il team di Mumble, giovane start up modenese, ha ideato e sviluppato Artplace Museum, la prima piattaforma integrata digitale iBeacon-ready, dedicata specificamente alla valorizzazione digitale del più grande museo diffuso al mondo, ovvero l’Italia. Da pochi giorni disponibile gratuitamente negli Store, sia in versione iOS che Android, l’applicazione è destinata ad innovare decisamente la maniera di fruire l’immenso patrimonio culturale ed ambientale del nostro Belpaese.

Sfruttando l’innovativa tecnologia iBeacon, Artplace Museum si pone come primo obiettivo quello di rivoluzionare l’esperienza di visita nei musei e nei beni architettonici in genere, ma anche in siti di interesse outdoor come sentieri di montagna a antiche vie di d’acqua. Tutto questo “semplicemente” trasformando i dispositivi degli utenti (smartphone e tablet) in vere e proprie audioguide interattive e sempre aggiornate.

I beacons, letteralmente “fari”, sono infatti trasmettitori Bluetooth Low Energy (BLE)  e low cost, che consentono il trasferimento dati mediante la microgeolocalizzazione GPS. Le ridotte dimensioni e la conseguente minima invasività rendono i beacon facilmente installabili in qualsiasi ambiente. Per fare un esempio pratico il visitatore che ha installato l’applicazione sul proprio dispositivo, una volta entrato nel raggio di trasmissione del beacon, viene raggiunto da una notifica push. Con un semplice tab l’utente può quindi accedere alla piattaforma e cominciare ad esplorare in modalità wireless i contenuti caricati precedentemente nel cloud.

Contenuti dinamici e sempre aggiornati grazie ad un semplice ed intuitivo pannello di controllo, una delle novità più rilevanti di Artplace Museum, che permettono all’acquirente della licenza di utilizzo di aggiornare in tempo reale ed in completa autonomia informazioni testuali e multimediali per creare un percorso di visita unico e sempre diverso. Sarà in tal modo possibile eliminare i costi spesso gravosi legati alle tradizionali audioguide ed alla gestione dei relativi dati, aumentando al contempo non solo l’engagement degli utenti ma anche la durata della visita.

Questi parametri sono peraltro facilmente misurabili in quanto l’applicazione è in grado di fornire statistiche profilate mediante il social login, mentre i beacons possono rilevare il tempo di permanenza di visitatori e tracciare la loro posizione, così da determinare l’interesse per una particolare sala museale piuttosto che per una particolare opera.

Ma le novità non terminano qui. Artplace Museum si configura infatti espressamente sin dalla fase progettuale come un network di esperienze museali, una sorta di catalogo-guida di musei e punti di interesse digitalizzati mediante la tecnologia iBeacon. Ovvi ed immediati i vantaggi soprattutto per realtà medio-piccole, spesso prive di qualsiasi strumento digitale di promozione.

Sabato 30 gennaio Artplace Museum, progetto selezionato per il programma di accelerazione TIM #Wcap, sbarca in Laguna, alla Scala Contarini del Bovolo, che apre i battenti grazie a Fondazione Venezia Servizi alla Persona, nell’ambito del progetto di recupero di alcuni beni di valore artistico e culturale di proprietà dell’IRE di Venezia.

Si tratta di uno dei più prestigiosi esempi dell’architettura veneziana di transizione dallo stile gotico a quello rinascimentale, commissionata da Pietro Contarini, approssimativamente verso la fine del 1400, come elemento decorativo dell’adiacente Palazzo, residenza della famiglia. Una serie di logge sovrapposte collega i vari piani del Palazzo all’aerea della scala, che si snoda a chiocciola (in dialetto veneziano “bovolo”) all’interno di una torre cilindrica traforata da archeggiature ascendenti. La salita della Scala si conclude con un belvedere a cupola, dal quale si può ammirare uno splendido ed inconsueto panorama sulla città.

Non resta dunque che segnare in agenda l’evento e pianificare con Artplace un weekend fuori porta a Venezia, resa ancora più suggestiva dai festeggiamenti del Carnevale.

 

 

 

 

Scritto da Vittorio Cavani

Archeologo preistorico, digitale primitivo, manovale della cultura. CCO di Artplace perchè amante delle sfide impegnative e per una certa malcelata empatia per Sisifo.