10 mesi fa

Il fascino regale dell’estate a Caserta

Metti un giorno d’estate, un cielo azzurro e il sole alto; aggiungi un vento leggero che accarezza il viso e nell’aria il profumo del pane appena sfornato. In lontananza, il rumore dei treni che sferragliano, i bambini che giocano sui prati con la palla e poco più in là, due giovani innamorati che si baciano. Un gruppo di amici intanto, avanza in bici per i viali alberati e un’anziana signora porta a passeggio il suo cane sperando di incontrare anche oggi le sue amiche di sempre.

Piazza Carlo III, la piazza principale di Caserta che si estende dinanzi all’imponente Reggia, nelle mattine d’estate è il luogo ideale dove ritrovarsi. Qui capita di sentir parlare le lingue di tutto il mondo: sono tanti infatti i turisti che ogni giorno arrivano in città per ammirare il capolavoro vanvitelliano. Qui, guidati dal cannocchiale prospettico ideato dall’architetto, gli occhi scorgono l’enorme distesa verde del parco di Palazzo Reale (REGGIA DI CASERTA), unico per i suoi corsi d’acqua, le fontane e le cascate. Impossibile non esserne catturati; impossibile fermarsi sulla porta.

Varcata così la soglia d’ingresso, l’unica cosa che resta da fare è lasciarsi conquistare da tutto lo splendore. Attraversando i grandi cortili, gli enormi spazi, il vestibolo e lo scalone ci si sente davvero molto piccoli. Il marmo freddo poi, insieme all’oro luccicante e ai colori vivaci delle pitture conferisce fascino alle stanze reali che d’estate, grazie alla luce del sole che penetra dai grandi finestroni, incantano ancor di più i visitatori. Un mix di piacevoli sensazioni per gli amanti della storia e dell’arte.
Quanti invece, preferiscono le soluzioni contemporanee, non potranno fare a meno di percorrere le retrostanze dell’appartamento settecentesco. Qui, sono esposte infatti le opere della collezione Terrae Motus, nata per iniziativa del gallerista napoletano Lucio Amelio a seguito del sisma del 1980 che devastò la Campania e la Basilicata. Importanti le firme, tra le quali Miquel Barcelò, Tony Cragg, Gilbert e George, Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Julian Schnabel, e gli italiani Carlo Alfano, Enzo Cucchi, Mario Merz, Mimmo Palladino, Michelangelo Pistoletto ed Emilio Vedova.

Se tutto l’anno la Reggia di Caserta è a dir poco meravigliosa, d’estate lo è ancora dipiù grazie ai suoi giardini. Qui, il rumore dell’acqua che scorre veloce fa da sottofondo al piacevole frastuono: i passi decisi di chi avanza rapido per raggiungere la meta, quelli lenti di chi preferisce cogliere ogni singolo dettaglio. I bambini che si rincorrono mentre una carrozza attraversa i viali.
Lo spazio verde più suggestivo dell’intero complesso è il Giardino Inglese, dove finti ruderi e resti archeologici si identificano lungo viali estremamente irregolari, interrotti da laghetti, corsi d’acqua e fitti boschi. Un viaggio dei sensi e dell’immaginazione.

Caserta però non è solo la Reggia!
D’estate, ancor più che nel resto dell’anno, gli appassionati della natura, possono infatti trovare in città un altro incantevole luogo dove flora e fauna si intrecciano in un’armonia senza eguali. Si tratta del Bosco di San Silvestro, esempio di foresta sempreverde, con numerose specie animali, che si estende per circa 76 ettari sulle colline di Montemaiulo e Montebriano. Sede dell’Oasi WWF, è oggi un’area protetta.
Il viaggio alla scoperta della deliziosissima città campana, continua con un giro in centro per le vie dello shopping. Qui è facile cedere alla tentazione del fresco gelato fatto rigorosamente con latte di bufala campana: una vera prelibatezza per i palati più esigenti. Per chi invece preferisce sorseggiare un buon caffè, non può mancare l’aggiunta di crema di latte freddo.

Bisogna poi inoltrarsi e raggiungere il Duomo che domina l’omonima piazza. Al suo interno, suggestiva è la cripta per la presenza di alcune interessanti tracce archeologiche dell’antica Terra di Lavoro. I fortunati poi, potranno accedere al Museo diocesano allestito negli ambienti della chiesa del SS. Redentore.
Dall’alto, la città lascia davvero senza parole. E allora non resta che recarsi nel piccolo borgo medievale di Casertavecchia, alle pendici dei monti Tifatini. Qui, vale la pena passeggiare per le strette strade, scorgere le piccole botteghe sparse qua e là lungo il percorso, giungere all’antico Duomo e arrivare al belvedere dove è possibile godere di un ampio panorama su Caserta con l’inconfondibile Reggia e il Vesuvio all’orizzonte.

Non meno suggestivo, soprattutto per la sua storia, è infine il Complesso borbonico di San Leucio, situato ai margini della città. Modello di architettura residenziale e produttiva, era il centro di lavorazione delle pregiate sete, ancora oggi celebri in tutto il mondo.
Nella deliziosissima Caserta, l’estate ha una grazia regale che riesce a rapire il cuore e a catturare l’anima. Caserta, terra di lavoro, di arte e di cultura. Terra di tradizioni, di buon cibo e di artigianato. Terra di sport, con le domeniche al Pinto o al PalaMaggiò. Terra di passioni e di tramonti romantici. Terra di tutto questo e di tanto altro ancora…

Scritto da Veronica Pennini

Veronica Pennini, 26 anni, storica dell’arte appassionata e curiosa. Amo scattare fotografie, scrivere di arte e organizzare eventi culturali. Mi piace viaggiare e conoscere nuovi mondi, ma solo in Italia mi sento realmente a casa. Collaboro con Artplace perché credo che l’arte sia un antidoto contro l’infelicità: condividerla aiuta a combattere l’indifferenza e a generare teste pensanti e cuori vibranti.