3 anni fa

Sospesa tra Carso e Mare, Trieste Vi Saprà Incantare

Chi ha affermato che in estate le città italiane si svuotano e diventano un mortorio, evidentemente -come buona parte dei suoi connazionali- non era mai stato a Trieste.
Qui, all’estremo nord-est dello stivale, in una piccola provincia stretta tra l’altopiano carsico ed il mare, “estate” vuol dire un sacco di cose, tra cui passeggiate in Carso, giornate al mare, uscite in barca a vela ed aperitivi più lunghi del solito, se possibile con la vista sul golfo.
E che golfo! Nelle giornate particolarmente serene lo sguardo può spaziare dalla laguna veneta ai promontori croati, passando per alcune note località di mare (Jesolo, Carole, Bibione, Lignano), la bellissima Isola del Sole (Grado), gli imponenti cantieri di Monfalcone e lo strategico Castello di Duino.
Se decideste di avventurarvi fin qui, dove grazie ad illuminate politiche austro-ungariche si sperimenta la multiculturalità da oltre tre secoli, dove tra le folate di bora e di grecale si respira la Storia ed un assaggio di mitteleuropea, dove lo stile neoclassico la fa da padrone e dove la gente ama godersi la vita, eccovi qualche idea per una giornata perfetta, in cui fare i turisti, ma non troppo, ovvero sperimentare usi e costumi locali.

Al risveglio una passeggia è d’obbligo, avventuriamoci dunque sulla cima del Colle di San Giusto, l’altura più importante della città da cui partì la fondazione di Tergeste. Imperdibile è la Cattedrale di San Giusto, nata dalla fusione di due precedenti edifici di culto (un sacello dedicato alle spoglie del martire Giusto ed una chiesa dedicata al culto della Vergine, rispettivamente del X° e XI° secolo) che conserva splendidi mosaici paleocristiani ed un raffinato rosone trecentesco.
Per gli appassionati di storia ed archeologia la visita può continuare all’interno del Castello (che ospita un’importante armeria ed il suggestivo lapidario tergestino all’interno del bastione Lalio) o nell’Orto Lapidario (la parte esterna del Civico Museo di Storia ed Arte dove si possono ammirare lapidi, capitelli e testimonianze scultoree di epoca antica e moderna e si può percorrere un tratto di mura medievali), per tutti gli altri, imboccando la ripida, panoramica ed antica via della Cattedrale, inizia la discesa.

Il dedalo di stradine in cui ci troviamo ora, caratterizzato da edifici bassi e serrati, è quel che resta del cuore medievale della città. Qui, nella deliziosa piazzetta Barbacan presidiata dal solitario Arco di Riccardo, è ora di concederci un drink o un po’ di svago prima di pranzo (che ne dite di curiosare tra gli abiti ed accessori vintage di Bogaloo, le creazioni artistiche di Combiné o le proposte della galleria Liberarti?). Per quanto riguarda l’offerta di ristorazione, in questa zona avrete l’imbarazzo della scelta: specialità spagnole da Tapas Barcelona, pesce ed atmosfera raffinata all’Arco di Riccardo, gustosi piatti della tradizione re-interpretati in chiave moderna da Marise o leccornie biologiche da Zoe Food.

Il pomeriggio si prospetta intenso, per cui meglio ricaricarsi con un buon caffè, magari sorseggiato in uno dei tanti caffè storici (vi consigliamo il Caffè degli Specchi se non volete staccare gli occhi dall’azzurro dell’Adriatico o il Caffè San Marco se amate Vienna e l’atmosfera Sézession).
E’ giunta l’ora di prendere l’autobus (ebbene si, qui i mezzi pubblici funzionano in maniera impeccabile, alias austro-ungarica) e dirigerci a Miramare. Un paio di ore sono necessarie per la visita del Castello di Massimiliano d’Asburgo e sua moglie Carlotta del Belgio, nonché per il circostante rigoglioso parco, che riunisce specie provenienti da tutto il mondo.
Rientrando verso la città impossibile noterete il ritmico susseguirsi di piazzole semicircolari da cui i triestini si concedono la tintarella, ovvero “topolini”; ma se volete concedervi un tuffo e un po’ di relax, in zona trovate anche uno stabilimento balneare attrezzato: lo storico Sticco.

Rieccoci in città, alla scoperta del suo palpitante cuore neoclassico, il Borgo Teresiano, così detto perché realizzato all’epoca dell’imperatrice Maria Teresa. Passeggiamo lungo il canal grande e stupiamoci dell’armoniosa compresenza di Sant’Antonio Taumaturgo, la principale chiesa cattolica di epoca neoclassica, e di San Spiridione, pregevole esempio di tempio serbo ortodosso che custodisce all’interno una splendida iconostasi esattamente come, affacciata sul mare, la chiesa ortodossa della comunità greca, ovvero San Nicolò, patrono dei navigatori.
E’ quindi giunta l’ora di un vero e proprio culto cittadino: l’aperitivo, che vi consigliamo di gustare nella splendida Piazza Unità d’Italia (la piazza affacciata sul mare più grande d’Europa, da cui avrete modo di godere di un indimenticabile tramonto sul mare), nel cuore del ghetto ebraico (se proprio volete uno spunto vi suggeriamo l’enoteca da Marino o La Portizza) o nell’animatissima via Torino. Qui, a due passi dal Museo Revoltella (tappa impedibile per gli amanti dell’arte otto-novecentesca) potrete anche cenare a base di crudité da Draw, di sostanziosi hamburger e ingredienti campani presso l’Antica Sartoria di Napoli, nell’atmosfera di un tipico Buffet quale siora Rosa.

Se non siete ancora sazi di triestinità, le possibilità di svago serale non mancano: si va dall’intrattenimento culturale e musicale che il Comune organizza nell’ambito della manifestazione Trieste Estate, ai locali dove è possibile scatenarsi a ritmo di danza, al cinema all’aperto del Giardino Pubblico che ripropone i film di maggior successo della stagione appena conclusa.
Ma se volete provare qualcosa di più unico che raro, una serata in osmiza (possibilmente da Verginella), è quel che fa per voi: qui, lasciando lo sguardo libero di vagare tra le luci della città ed il riflesso della luna sul mare, potrete sorseggiare un bicchiere di terrano della casa e far aleggiare i vostri pensieri sui tetti di questa città dalla “scontrosa grazia”, che pur nel suo piccolo “in ogni parte è viva”.

Scritto da Laura Paris

Sono Laura, triestina di nascita, storica dell'arte di formazione, accompagnatrice turistica di professione, coordinatrice del FAIGiovani di Trieste per passione. Amante dei viaggi, dei romanzi avvincenti, del vintage e del buon vino. Sin dai suoi primordi collaboro con Artplace perché credo che la vera ricchezza dell’Italia sia il suo sterminato e variegato patrimonio culturale e ritengo che sia dovere in primis di noi Italiani farlo conoscere, apprezzare ed amare.