5 anni fa

Un weekend d’autunno a Bologna

Dalla fotografia industriale all’antico Egitto, passando per la grande pittura fiamminga: cinque buoni motivi in più per scoprire la città petroniana

Il capoluogo emiliano si afferma sempre più come meta privilegiata per il classico fine settimana fuori porta. Superato infatti ormai stabilmente il muro del milione di arrivi, quasi equamente suddivisi fra connazionali, in maggioranza provenienti da Lazio e Lombardia, e turisti stranieri, in prevalenza tedeschi, francesi e spagnoli, che soggiornano a Bologna mediamente per due giorni. I mesi più gettonati? Ottobre e novembre.

Non è un caso quindi che il palinsesto dell’offerta turistica cittadina per le prossime settimane comprenda una proposta particolarmente intensa e di qualità, che spazia dalla gastronomia al teatro, dalla musica alla fotografia. Ecco i suggerimenti della redazione di Artplace.

Sino al 1 novembre si tiene la seconda edizione della biennale FOTO/INDUSTRIA 2015 di Bologna, dedicata al mondo del lavoro in tutte le sue forme e in particolare alla produzione industriale dalla creazione al riciclaggio. La rassegna, promossa dalla Fondazione MAST in collaborazione con il Comune di Bologna e la Direzione Artistica di François Hébel, si articola in 14 esposizioni in undici sedi storiche e in quella del MAST. Unica al mondo per la sua capacità di selezionare sguardi e visioni sul lavoro e la produzione, FOTO/INDUSTRIA è in realtà un autentico festival internazionale di fotografia offerto nella riqualificata area periferica dove sorge il MAST e nel centro storico della città, in luoghi che da soli meriterebbero la visita quali la Pinacoteca Nazionale, il MaMbo Museo d’Arte Moderna, Santa Maria della Vita e tanti altri.

Bologna capitale della fotografia ma anche dell’Egitto antico con la mostra Egitto. Splendore millenario. Capolavori da Leiden a Bologna nelle rinnovate sale del Museo Civico Archeologico, un’esposizione di fortissimo impatto visivo e scientifico e anche un’operazione che non ha precedenti nel panorama internazionale: la collezione egiziana del Museo Nazionale di Antichità di Leiden in Olanda – una delle prime dieci al mondo – e quella del Museo Archeologico di Bologna – tra le prime in Italia per numero, qualità e stato conservativo dei suoi oggetti – danno vita a un percorso espositivo di circa 1.700 metri quadrati di arte e storia. Un’occasione per chi non lo avesse ancora fatto di scoprire angoli più o meno noti del centro storico come la Basilica di San Petronio, il Palazzo dell’Archiginnasio, la Quadreria Zambeccari, e Palazzo Pepoli che ospita il Museo della Storia di Bologna.

Assolutamente da non perdere nelle sale di Palazzo Albergati anche Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga, esposizione che ripercorre 150 anni di storia pittorica e familiare delle Fiandre del XVI e XVII secolo. In mostra opere di Pieter Brueghel il Vecchio, Pieter Brueghel il Giovane, Jan Brueghel il Vecchio, Jan Brueghel il Giovane, Abraham Brueghel, Ambrosious Brueghel, in un percorso che analizza la rivoluzione realista sulla pittura europea nata dal genio della famiglia Brueghel e che ha influenzato, attraverso lo sguardo degli stessi inventori, i grandi temi della storia dell’arte occidentale.

Per i turisti più esigenti segnaliamo infine la mostra a Palazzo Fava dedicata a Tullio Pericoli e alla sua produzione artistica più recente sul tema del paesaggio e, al MaMboOfficina Pasolini, retrospettiva dedicata all’universo poetico, estetico e culturale di Pier Paolo Pasolini nel quarantesimo anniversario della morte.

E dopo tanta cultura, qualche idea per una gustosa pausa gourmet, più che opportuna in una città come Bologna conosciuta in tutto il mondo come “la grassa”. Il nostro consiglio è quello di perdersi nel dedalo delle viuzze cittadine per assaporare i sapori della tradizionale cucina bolognese nelle numerose botteghe storiche come la Ditta Tamburini, la Drogheria Gilberto, la Pasticceria Laganà, o sperimentare la nouvelle vague dello Street Food petroniano da Tigelleria Tigellino, Bolpetta o Romanzo, senza dimenticare il Mercato d Mezzo.

Insomma c’è n’è per tutti i gusti!!!

 

 

 

Scritto da Vittorio Cavani

Archeologo preistorico, digitale primitivo, manovale della cultura. CCO di Artplace perchè amante delle sfide impegnative e per una certa malcelata empatia per Sisifo.